Casale Monferrato

Cenni Storici

Alla fine del 1400 gli ebrei si stanziarono nel centro monferrino, destinato ad essere per secoli importante punto di riferimento per l’ebraismo italiano.
Mentre in gran parte del Piemonte i Savoia imponevano il loro volere, a Casale i Paleologi, prima, ed i Gonzaga, poi, furono più tolleranti; questo stato di cose, terminò nel 1708 con l’annessione del Monferrato ai domini di sabaudi e con la conseguente creazione del ghetto.
La Comunità ha conosciuto il momento di massimo splendore nella seconda metà del XIX secolo quando 850 persone vi risiedevano, praticando il prestito su pegno e commerciando in frumento, gioielli, pizzi e spezie. Anche Casale ha conosciuto l’irreversibile fenomeno dell’emigrazione, tanto da avere oggi meno di 20 membri.

La Sinagoga

Nel cuore del vecchio ghetto, varcando una porticina anonima si accede ad un gioiello di architettura tardobarocca ebraico-piemontese dichiarato monumento nazionale: la Sinagoga, inaugurata nel 1595, nel corso dei secoli ha subito successive modifiche ed ampliamenti.
La sala rettangolare, oggi splendidamente restaurata, è illuminata da sette finestre, grandi lampadari dorati pendono dal soffitto.
Le pareti bianche, blu cobalto ed oro, sono ricoperte di iscrizioni in ebraico incorniciate con stucchi dorati che costituiscono un prezioso elemento decorativo insieme alle grate in legno cesellato che celano i due matronei sovrapposti.
I banchi, su due file, sono allineati in direzione dell’area di preghiera dove si trova la Tevà, chiusa da un cancello di ferro battuto, dipinto in verde e oro.
L’Aron è in stile neoclassico con un corpo centrale sormontato da un timpano sorretto da monumentali colonne in legno, i capitelli corinzi e la decorazione di rami e foglie di quercia sul timpano sono in oro. Il soffitto, dallo sfondo verde-azzurro con scritte dorate, sembra essere a cielo aperto.

Il Museo ebraico e l’Archivio Livia Pavia Wollemborg

Nei due matronei della Sinagoga, oggi destinati a Museo, si ammirano pezzi di grande pregio e valore artistico alternati con documenti storici di enorme importanza.
Numerosi sono i rimonim e le atarot sbalzati, cesellati o in filigrana d’argento. Bellissimo e ben conservato è un parokhet seicentesco, mentre raro è un me’il settecentesco intessuto in filo d’argento dorato.
L’Archivio della Comunità, formato da 168 mazzi ed 817 fascicoli ordinati cronologicamente, propone, senza lacune, la storia dell’insediamento ebraico a Casale dal 1588 ad oggi.

Indirizzo: Vicolo Salomone Olper 44.



You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

Non ci sono commenti, puoi aggiungerne uno


Inserisci un commento