Mondovì

Cenni Storici

Alcuni banchieri ebrei cominciarono ad operare in città verso la fine del Cinquecento: a questa data risale la formazione del primo nucleo comunitario, destinato a rimanere, nei secoli, di dimensioni modeste.Solo verso la fine del XIX secolo gli ebrei monregalesi, che nel frattempo si dedicavano anche alla filatura ed alla produzione della seta, toccarono le duecento unità.Poiché Mondovì è divisa in due parti distinte, per la creazione del ghetto si optò per Mondovì Piazza scegliendo, nella contrada di Vico la zona delimitata tra vicolo Pizzo e piazza d’Armi ma, cosa alquanto inusuale, non vennero posti i cancelli di chiusura.
Per tutta la seconda parte del XX secolo Marco Levi ha retto con amorevole affetto le sorti di queste vestigia.

La Sinagoga

La sala di preghiera, un vero gioiello, risale alla fine del settecento e si trova al secondo piano di un edificio un tempo abitato da famiglie ebraiche. E’ a pianta quadrata con al centro una Tevà ottagonale a baldacchino, in legno scolpito, cinta da una balaustra con capitelli dorati.
Sulla parete a est è posto l’Aron dorato ed ornato da due colonne a tortiglioni con la Menorà scolpita nelle antine, davanti ad esso pendono otto lumi ad olio. L’illuminazione viene garantita da cinque lampadari in cristallo e bronzo dorato e da quattro finestre.
Probabilmente l’approvvigionamento del Mikvè era garantito da un gocciolatoio posto sul pianerottolo d’ingresso. Le donne potevano accedere al matroneo attraverso il ballatoio.
Adiacente al matroneo si può visitare l’aula scolastica che serviva anche da segreteria della comunità e da cui si scorge un suggestivo panorama sulle colline circostanti.

Indirizzo: Via Vico 65.



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