Torino

Cenni Storici

Le prime notizie certe riguardanti una presenza ebraica a Torino risalgono al 1424 quando alcune famiglie ottennero il permesso dalle autorità comunali di poter risiedere in città, aprire banchi di prestito, avere un cimitero e macellare secondo l’uso ebraico. La zona di residenza era quella dello Studium. Da un documento del 1702 risulta che vi abitavano 752 persone, nei secoli seguenti la comunità divenne sempre più numerosa.
La zona del “ghetto vecchio” corrisponde all’attuale isolato compreso tra via Maria Vittoria, via Bogino, via Principe Amedeo e via San Francesco da Paola mentre, verso la fine del settecento, si espanse fino all’isolato oggi compreso fra piazza Carlo Emanuele II, via Des Ambrois, via San Francesco da Paola e Via Maria Vittoria, detto “ghetto nuovo”.
Ottenuta l’emancipazione gli ebrei di Torino deciso di esprimere la loro nuova condizione giuridica con una grandiosa sinagoga, si rivolsero ad Alessandro Antonelli , all’epoca, il più ambito architetto che progettò la Mole antonelliana ma l’edificio, oggi simbolo di Torino, non divenne luogo di preghiera.
Oggi Torino è una comunità viva e attiva, la più importante del Piemonte, è composta da circa mille persone, ha assorbito, nel corso degli anni le comunità di Alessandria, Asti, Acqui, Carmagnola, Cherasco, Chieri, Cuneo, Ivrea, Mondovì e Saluzzo; funzionano l’Archivio delle tradizioni e del costume ebraici, una ricca biblioteca, le Scuole ebraiche, materna, elementare e media; ha sede una qualificata Scuola Rabbinica intitolata alla memoria dei Rabbini Margulies e Disegni, esiste una efficiente Casa di Riposo.

La Sinagoga grande

Progettata in stile moresco da Enrico Petiti, fu inaugurata nel 1884, nel 1942 fu bombardato, decorazioni interne e arredi andarono distrutti per essere poi ricostruiti nel 1949.
Il Tempio grande, in pietra, può contenere 1400 persone, all’esterno ha quattro cupole a cipolla che coprono i torrioni, due ordini di loggiati corrono sui lati della costruzione. Il matroneo gira, al primo piano, sui tre lati.

Il Tempio piccolo

Nel 1972 nei locali un tempo adibiti alla cottura delle azzime, è stata realizzata una suggestiva sinagoga con la forma ad anfiteatro tipica dell’epoca precedente all’emancipazione, con volte del soffitto e pareti grezze e con mattoni a vista, i cui arredi provengono dalla sinagoga barocca di Chieri.
La Tevà è decorata in lacca azzurra e oro, l’Aron è dorato, con colonne in simil marmo azzurro, sostenuto da capitelli corinzi.

La Sinagoga del “ghetto vecchio”

Un muretto in mattoni forati separa la sinagoga da questa piccola sala di preghiera, Sei file di banchi sono poste di fronte al prezioso Aron settecentesco, antico e di grande valore, con le antine nere, abbrunate alla morte di Carlo Alberto, in segno di lutto e su di esse due pregevoli immagini dorate che richiamano Gerusalemme.

Indirizzo: Piazzetta Primo Levi 12.



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