Vercelli

Presso la Chiesa di San Lorenzo già nel quattrocento viveva un piccolo nucleo ebraico.
Nel ’400 ventiquattro famiglie si stabilirono nel ghetto che occupava in un primo tempo l’isolato oggi compreso tra via Fratelli Ponti, via Fratelli Garrone e corso Libertà, per poi trasferirsi nella nuova area che aveva come centro l’attuale via Elia Emanuele Foa.
Nel ghetto funzionava una sala di preghiera già nel 1601 mentre nel 1863, nel periodo di massimo fulgore della comunità, che nel frattempo aveva raggiunto i 600 membri, si decise di costruire una sinagoga monumentale.
Con il XX secolo il numero degli ebrei vercellesi ha cominciato a decrescere in modo lento ma inesorabile.


La Sinagoga

La facciata esterna ha al centro una scultura che riproduce le tavole della Legge. In alto vi sono merli ornamentali arricchiti da torrioni laterali che terminano in cupole a cipolla. L’edificio, in stile neomoresco, all’interno, è maestoso di tipo basilicale, a tre navate.
Le due parti laterali sono sviluppate su due piani: quello superiore, destinato al matroneo, poggia su numerose colonne.
L’area in cui si trovano Aron e Tevà è rialzata. L’interno è rischiarato da numerose finestre con vetri colorati e dal lucernario della cupola.
I banchi, secondo lo schema comune alle sinagoghe costruite dopo l’emancipazione, sono rivolti verso l’area di preghiera. Notevole è un’iscrizione in oro su sfondo verde oliva posta nel matroneo.

Indirizzo: Via Foa 56.



 



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