Chieri

Chieri fu sede, fino al 1931, di una delle più fiorenti comunità ebraiche del Piemonte, la cui  presenza è documentata fin dal XV secolo, nel quartiere attorno alla chiesa di San Domenico.
L’arrivo degli Ebrei a Chieri va probabilmente colle­gato con le loro espulsioni dalla Francia del 1300 e del 1400.
Nel 1724, con l’istituzione del ghetto, i 73 ebrei allora residenti a Chieri furono costretti a vivere nel palazzo Villa, in via della Pace. Nel cortile dell’edificio si può ancor oggi individuare l’area dove sorgeva la sinagoga.
Esiste una pianta del Ghetto risalente al 1797 che permette di riscontrare le attuali persistenze.
Raggiunta l’emancipazione nel 1848, gli ebrei di Chieri aderirono con entusiasmo al processo risorgimentale.  La fine del ghetto significò però anche il declino della comunità ebraica per la forte emigrazione verso i centri maggiori della regione.
La sinagoga fu smantellata nel 1937 ma i suoi preziosi arredi barocchi furono trasferiti a Torino dove ancor oggi si trovano nel tempietto del sotterraneo. A testimonianza della presenza ebraica a Chieri rimangono, oltre all’edificio del ghetto, tre cimiteri (in via di Nostra Signora della Scala, sulla strada statale n. 10 e in vicolo Santo Stefano).



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