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Un nome che è un programma

L’espressione “Oy, Oy, Oy!” è presente nella tradizione yiddish. Un’esclamazione, un’intercalare gergale, onomatopeicamente interpretabile, per indicare lo stupore che suscitano le cose problematiche. Pronunciato in una sorta di yiddish-piemontese rende subito l’idea, con un pizzico di autoironia, che bisogna prendere sul serio quel che sta accadendo.
Questa scelta è anche un omaggio al celebratissimo scrittore Leo Rosten e al titolo del suo libro più famoso, con cui ha voluto mettere insieme “la sofferenza e la gioia, la vita di tutti i giorni e la sapienza più profonda”.
Fin dalla prima edizione abbiamo voluto sperimentare un modello di comunicazione riconoscibile e molto caratterizzante, accompagnato e supportato da questo sito, progettato da Antonio Monaco.
Il logo della manifestazione è stato realizzato da Elio Carmi, mentre l’immagine del rabbino che dona le rose è stata realizzata, per accompagnare il Festival, da Emanuele Luzzati.

Scarica:

Il logo completo della manifestazione. (480Kb, in formato .jpg).

Il logo sintetico della manifestazione. (190Kb, in formato .jpg).

L’immagine del Rabbino con le rose di Emanuele Luzzati (1,2 MB in formato .jpg).



 



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