Asti

Cenni storici sulla presenza ebraica ad Asti

La prima notizia di una presenza ebraica ad Asti pare risalga al IX sec. e riguarda una figura di nome Dondone. In realtà è solo nel XIV secolo, con l’arrivo di ebrei in fuga dalla Francia, dalla Germania, e dopo il 1492, dalla Spagna, che si formò la comunità ebraica astigiana.
Impegnata nella consueta attività dei banchi di prestito, nel 1553 fu accusata di “omicidio rituale”: la morte di un bambino di quattro anni fu imputata agli ebrei in quanto la calunnia popolare li voleva uccisori di bambini per utilizzarne il sangue nell’impasto delle azzime. Fortunatamente l’accusa non ebbe seguito.
Assai importante è il 1723, anno in cui Vittorio Amedeo II istituì il ghetto ad Asti, che dopo una controversia dovuta all’opposizione dei proprietari delle case da cedere agli ebrei, fu stabilito nella Contrada degli Ebrei e in quella di San Bernardino, gli isolati fra le attuali via Aliberti e Ottolenghi. Al termine di queste strade si trovavano i cancelli, che dal tramonto all’alba venivano chiusi.

La Sinagoga

La Sinagoga attuale, situata in via Ottolenghi 8, è il risultato delle ristrutturazioni di una precedente sinagoga (anch’essa rimaneggiata nel 1838), compiute nel 1889 da Leonetto Ottolenghi, finanziatore ed ideatore del progetto poi realizzato dal geometra Carlo Benzi.
La struttura della Sinagoga odierna, a pianta quadrata suddivisa da quattro colonne, non è dissimile dalla precedente, anche se abbattendo alcune case adiacenti si dotò l’edificio di una facciata neoclassica con sagrato cinto da una cancellata, si rese più spazioso il matroneo, si ampliarono le finestre ma soprattutto si spostò, ad imitazione delle chiese cattoliche, la Tevà dal centro dell’edificio al fondo davanti all’Aron.

L’Aron di Asti è un capolavoro di ebanisteria, probabilmente della bottega del Bonzanigo. Realizzato nel 1809 e dorato nel 1816 (come ricordano delle iscrizioni), è composto da otto pannelli scolpiti e ogni pannello reca un simbolo. In Piemonte esiste un’altro Aron scolpito con simboli analoghi ed è nel Tempio grande d’Ivrea.
Il tempietto invernale è oggi adibito a piccolo museo. Inaugurato nel 1980, espone oggetti liturgici, rituali e varie testimonianza di vita e cultura ebraica.

Il rito APAM

Ad Asti, Fossano e Moncalvo veniva seguito un rito particolare, l’antico rito francese portato in Piemonte dagli ebrei cacciati dalla Francia alla fine del XIV secolo.
La sigla APAM è data dalle iniziali delle tre località (la F in ebraico è resa con la P). Le differenze rispetto agli altri riti sono limitate all’officiatura dei giorni penitenziali e alle musiche.

Visite guidate

Le visite guidate sono curate dallo Studio Associato Artefacta, nuovo volto della Società Cooperativa Artefacta, attiva fin dal 1997 che, per adeguarsi alle mutate esigenze del mercato e nell’intento di offrire un sempre migliore servizio ai clienti, ha recentemente scelto di modificare il proprio stato giuridico.
Artefacta Studio Associato ha quindi alle spalle dieci anni di attività professionale nell’ambito dei beni culturali piemontesi.

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e-mail: info@artefacta.it.



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