Chiostro di Santa Croce

Tra i segni inconfondibili del rinnovamento edilizio ottocentesco presenti sulla movimentata via Roma, imponente e grave, si alza la neoclassica facciata della chiesa di Santa Croce.
Le ipotesi sulla fondazione della chiesa formulate nelle cronache locali fanno risalire le sue origini alla seconda metà dell’XI secolo, quando venne costruita dalla comunità di Casale a ridosso della cinta muraria verso il Borgo Nuovo. In essa si venerava, come reliquia, un frammento ligneo della Santa Croce portato in dono alla comunità stessa dalla marchesa Giulia madre di Guglielmo “Lungaspada”. oppure, come altri ritengono, da un patrizio di ritorno dalla Crociata.

A partire dal 1242 la chiesa, fu donata agli Umiliati del suburbio, provenienti dal convento di Santa Maria di Porta Nuova.
I nuovi monaci con l’aiuto della comunità, del marchese di Monferrato Teodoro e di altre persone pie demolirono la prima chiesa, ne costruirono una più ampia e ampliarono il convento, per renderlo degno di ospitare i più celebri maestri di Sacra Teologia e di Canonica, chiamati da Pavia e da Vercelli per insegnare nella loro importante scuola. Fu forse in questa precisa circostanza che dovette essere costruito il chiostro impostato su colonne rivestite di terracotta scanalata. Oggi questo chiostro è accessibile e rappresenta una suggestiva passeggiata.

Nel 1805 la chiesa e il complesso, dopo le soppressioni napoleoniche, entrarono a far parte della proprietà municipale e il convento fu in parte adattato per ospitare gli uffici del Comune, in parte convertito per gli usi più disparati, dai magazzini ai locali per il corpo di guardia, al dormitorio per i tamburini, alla caserma delle guardie daziarie. Nello spazio claustrale si tenevano anche il mercato dei cereali e dei bozzoli e la chiesa fu trasformata in cavallerizza militare con alloggio per le truppe di passaggio.

Oggi il complesso, dopo un lungo restauro ancora oggi in atto, ha ritrovato nuova vita è rappresenta uno dei punti più vivaci e attivi della città. La chiesa è stata trasformata in centro polifunzionale su due piani che ospita bar, negozi, mostre e uffici. Il convento ospita invece il museo civico, la gipsoteca bistolfiana e il museo archeologico.



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